Dalla segnalazione alla presa in carico
La prima informazione deve essere sufficiente a classificare il problema: veicolo, driver, posizione operativa, sintomo, possibilità di marcia e urgenza. Da qui parte il contatto con il provider corretto e l’eventuale gestione di soccorso o sostitutiva.
Autorizzazioni e responsabilità
Molti fermi si allungano non per la riparazione in sé, ma per attese tra officina, noleggiatore e azienda. Soglie economiche e referenti autorizzativi definiti in anticipo riducono passaggi e ambiguità.
Follow-up e solleciti
Ogni pratica dovrebbe avere una prossima azione con data: attesa diagnosi, preventivo, autorizzazione, ricambio, fine lavori o riconsegna. Il sollecito non deve dipendere dal fatto che il driver richiami per sapere cosa sta succedendo.
Misurare il downtime
Per capire dove intervenire servono data e ora di inizio fermo, causa, provider, fasi di attesa e data di chiusura. Con uno storico coerente si possono individuare ricorrenze e differenze tra fornitori, sedi o tipologie di guasto.
Domande frequenti
Che cosa si intende per fermo tecnico?
È il periodo in cui un veicolo non è disponibile per l’operatività a causa di guasto, manutenzione, sinistro o altra attività tecnica.
Il downtime è sempre responsabilità dell’officina?
No. Il tempo totale può includere diagnosi, autorizzazioni, disponibilità ricambi, attese del noleggiatore, logistica e riconsegna.
Come si riduce il fermo?
Rendendo visibili le fasi di attesa, definendo responsabilità e soglie autorizzative e mantenendo un follow-up attivo fino alla chiusura.
FleetUnit ripara direttamente i veicoli?
No. FleetUnit coordina i provider e il processo operativo; officine, noleggiatori e altri fornitori restano i soggetti che erogano gli interventi tecnici.
Vuoi capire se questo modello è adatto alla tua flotta?
FleetUnit valuta il perimetro operativo, i mezzi, i provider e le attività che oggi assorbono più tempo interno.
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